Youtaro Morita

Youtaro Morita è un artista giapponese che crea interessanti collager attraverso il mix di diversi media grafici. Sulla rete non si trovano molte informazioni personali su di lui, l’unica cosa presente è la sua pagina di Flickr. Lascerò che le sue opere parlino per lui…

Enjoy!

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J.B. Chadelle

J.B. Chadelle è un giovane artista francese. Crea collages digitali attraverso la fusione di diverse immagini creando un insieme verosinile. Il suo tema preferito è quello fantascentifico ottenuto soprattutto attraverso il mix up di figure umane e macchine.

Il suo profilo è presente all’interno del sito Podgallery, purtroppo non ha una sua pagina personale. Per ora vi posto alcune immagini.. enjoy!

Chato

Chato è un graphic designer colombiano, che si occupa di illustrazione e di art direction. Sono incappata nei suoi lavori per caso attraverso il mio tumblr, dove ho visto i suoi collages che sono solo una parte del suo ampio portfolio. Il suo profilo si trova su Behance Network e anche su Flickr. I collage sono molto interessanti ma anche gli altri lavori di grafica devo dire che sono notevoli. Qui vi posto alcuni esempi presi dalle sue galleries … enjoy!

Theo Mercier

Theo Mercier è un artista francese noto per il surrealismo delle sue opere visive. Utilizza la fotografia e la grafica per i suoi lavori, e  ciò che colpisce delle sue immagini è un diffuso elemento estremo di sarcasmo dissacratorio davvero fortissimo.

Ho trovato questo artista grazie al blog di Diane Pernet, in cui si parla del suo ultimo progetto chiamato “Le Mal du Chien” un progetto satanico ed ecologico sul diavolo e la natura,sull’ uomo sulla terra e  l’inferno sulla terra.

L’archivio completo dei suoi lavori si trova all’interno del suo sito, strano come il suo proprietario contiene anche le opere dal 2006.

Arik Weiss

Arik Weiss è un artista di Tel Aviv. I suoi lavori sono visibili nel suo profilo di Behance Network e di Flickr. Su di lui non ho trovato molte informazioni, tranne che oltre ad essere un artista, Arik è anche un designer, un art director e un animator.

Le sue opere sono un mix up di media diversi, in particolare collage davvero suggestivi.

Adriana Petit

Adriana Petit è un’artista spagnola estremamente versatile. E’ pittrice, musicista, fotografa e video maker.

All’interno del suo sito personale sono presenti 4 links che portano al suo portfolio di opere pittoriche, alla pagina MySpace del suo gruppo (i Muso Fantasma), alla sua pagina di Flickr in cui sono contenute le sue foto, e al canale di You Tube contenete tutti i suoi video.

Per quanto riguarda le sue opere visive, Adriana utilizza la tradizionale pittura ad olio mixando con essa anche il collage. Il risultato porta ad immagini surreali, soprattutto per quanto riguarda la serie chiamata “Pintadas”.  Il collage surreale è presente anche nella serie “Monocromo”, in cui vengono utilizzate vecchie foto in bianco e nero, sia di moda che di film.

Nelle altre serie il collage ha sempre una forte egemonia per quanto riguarda le tecniche utilizzate, ciò che varia è il tema e l’origine delle immagini utilizzate. Le atmosfere e i mondi ricreati attraverso le sue opere hanno in comune un forte surrealismo che rende ambigue ed enigmatiche le sue opere.

La medesima enigmaticità fa parte della produzione video di Adriana, ve ne posto uno tra le immagini.

Buona visione!

Nicolas Malinowsky: death and the afterlife

“La vie aprés la mort” è stata la prima mostra solista di Nicolas Malinowsky, un artista francese che lavora a Pargi come graphic designer.

Vi posto qui la descrizione della mostra:

“The show looks at the contemporary terms of heritage and transmission by building on a rather specific event. While browsing a second hand shop, the artist came across a wide-ranging ensemble of objects stemming from a deceased person. The original batch was largely made of books and vinyl records that reflected a pronounced interest in world culture and art. Over a certain period of time, Nicolas Malinowsky bought many of these objects without knowing that they all came from the same person. When he later found out, he realised these objects had much to say about this person’s life, passions and perhaps travels.

“This man must have been very knowledgeable and well-travelled. He may well have been an anthropologist, or at least a genuinely humanistic person, someone with a passion for the world, particularly India, the Ottoman world and Central America. Most of his books contain lavish illustrations and some of the records are rare research editions. He must have spent much of his time building up his collection before it landed between a frying pan and a discounted porcelain figurine at my local second hand store. I wanted to honour this man after meeting him in such an odd posthumous way”.

“Knowing that he was a music lover, I worked from both image and music-based elements – I am influenced by the practice of sampling, which combines, reworks or even redefines the legacies left by previous musical generations. I hope that he will somehow appreciate this afterlife tribute”.

Just like a classic early 90s Hip Hop album, “La vie après la mort” combines rare samples ranging from music to iconography. Each piece also draws on Nicolas Malinowsky’s own inspirations which include science, mysticism and surrealism. Thus, the show provides an illustration of how the past, past objects and cultural legacies are understood, read, consumed and shared in contemporary social practice.”